Storia del Teatro Antico di Catania 

Immagine che raffigura l'evoluzione strutturale e storica del teatro avvenuta nelle diverse epoche

Fonte dell'immagine: izi.travel


Nel 729 a.C. i Greci con la colonizzazione di Catania, costruirono il teatro antico. Per loro costituiva l'acropoli della città dell'antica Katanè e fu costruito sulle pendici del Montevergine. 

Nel IV sec a.C. i Greci diedero una struttura differente da quella che vediamo tutt'ora, cioè una struttura curvilinea, usarono come struttura una struttura rettilinea. 

Nel I sec d.C. i Romani colonizzando Catania modificarono la struttura del teatro. Diedero alla costruzione della cavea una forma rettilinea, che era poggiante su due ambulacri paralleli. 
Fonte: Particolari della ricostruzione 3D dell'Odeon accanto al Teatro (@IBAM-CNR Catania-Lecce) 

Sempre nel I sec d.C., i Romani cambiarono ulteriormente l'aspetto originario del teatro, posizionando alla fine della cavea un edificio rettilineo che chiudeva il semicerchio. 

Nel II sec d.C. su intervento di Adriano, il teatro fu ampliato con la costruzione di un terzo criptoportico, in modo da consentire un maggior numero di posti a sedere. La cavea venne ingrandita e innalzata , poggiando la parte superiore su un terzo ambulacro.
Fonte: Antica stampa dell'anfiteatro, usato come cava già in epoca bizantina 

Sempre nel II sec d.C. il teatro venne abbellito con una decorazione architettonica marmorea, e il prospetto esterno del teatro venne reso più monumentale e inoltre furono aggiunti ulteriori ingressi per garantire un maggiore accesso agli spettacoli.
Fonte:  IL TEATRO - RICOSTRUZIONE GRAFICA REALIZZATA DA http://itlab.ibam.cnr.it/ 

Nel III sec d.C. con una ricostruzione, l'edificio scenico fu innalzato con un prospetto (scaenaefrons), articolato in ordini sovrapposti di colonne, interrotto da 3 porte (una centrale, regia, due laterali, hospitalia). 

Sempre nel III sec d.C. avvenne un ulteriore e ricca decorazione architettonica e scultorea, del teatro, i cui elementi più notevoli sono in esposizione nella sala attigua alla biglietteria. 

Tra il III e il IV sec d.C. l'edificio subì restauri e taluni mutamenti sono documentati da epigrafi e da interventi edilizi rilevati sia nelle parodoi, sia nel pulpitum (palcoscenico)sia, infine, nell’orchestra ove fu messo in opera un nuovo rivestimento marmoreo.  

Nel V sec d.C. il teatro venne ulteriormente modificato in Kalymbetra, con una grande vasca al posto dell'orchestra. Essa si poteva riempire d'acqua ed utilizzare per spettacoli acquatici. 

Tra il V e il VI sec d.C. il teatro rimase abbandonato e inutilizzato per i successivi 3-4 secoli, e perse totalmente la sua funzione di luogo per spettacoli tant'è che i suoi spazi furono ingombrati da officine e abitazioni, che nel corso dei secoli lo occuparono completamente.
Fonte:  Pianta obliqua di Catania, da "Civitates Orbis Terrarum" di Georg Braun (1541-1622) e Frans Hogenberg (1535-90), 1572 ca. 

Fonte dell'immagine:   Catania raffigurata nella carta pubblicata da Braun and Hogenberg, Civitates orbis terrarum, Colonia 1575 (Branciforti & Pagnano 2008) 


Nel 1098 il teatro, caduto in disuso, fu spogliato dai suoi preziosi marmi, per volere del Conte Ruggero e furono utilizzati per la costruzione della Cattedrale di Sant'Agata. 

Tra il XVI e il XVIII sec d.C. il teatro nonostante fosse ambientato da numerosi edifici costruitici sopra, sulla cavea e persino all'interno dei corridoi anulari e negli ambulacri, la memoria "visiva" e la sua forte presenza erano ancora molto evidenti, e questo è possibile osservarlo nelle cartografie o nelle mappe del 1500, dove si riesce chiaramente ad osservare l'odeon con affianco il teatro. 

Nel 1693 le strutture dell'odeon e del teatro furono distrutte del terremoto. 

Alla fine del XVIII sec d.C. vennero effettuati i primi scavi dal principe di Biscari.  

All'inizio '900  G. Libertini dispone demolizioni. 

Nel 1957 L. Bernabò Brea diede inizio ad un piano sistematico di espropri finalizzati alla demolizione delle ambientazioni sovrastanti (la cavea), a questa seguirono altre opere di restauro in codirezione con l'Arch Gismandi. 

Nel XIX sec d.C. fu ritrovato un evidente segno grafico con inciso le lettere KAT su blocchi di muro, e rappresentano i primi segni della colonizzazione Greca in città. 

Dal 1980 al 2015 sono stati effettuati sul teatro, nuovi e impegnativi restauri realizzati da sistematiche compagnie di scavo sotto la direzione di Maria Grazia Branciforti. 

Sempre dal 1980 al 2015 nell'area esterna settentrionale la ricerca è stata più proficua con la scoperta di condutture di un acquedotto della prima età imperiale e soprattutto di un lungo tratto del muro poligonale di età greca arcaica. 

 Dal 2001 al 2005 sono stati allestiti spazi espositivi, Antiquaria o Antiquarium regionale del teatro romano, all'interno di due edifici settecenteschi, restaurati in epoca moderna, cioè Casa Pandolfo e Casa Liberti, in cui sono in esposizione alcuni dei numerosissimi marmi recuperati e una selezione di materiali archeologici raccolti nel corso degli scavi del monumento. 

Un'attività condotta dall'I.I.S. "E. Majorana – A. Cascino" di Piazza Armerina (EN)
finanziato nell’ambito dell’iniziativa della Regione Sicilia “Progetti sperimentali di collaborazione didattico-scientifica con Università o Enti pubblici di ricerca”

In collaborazione con l'Università degli Studi di Enna "Kore"